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	<title>La Targa Florio by Raffaello Brullo &#187; Novita&#8217;</title>
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		<title>Museo della Targa Florio di Collesano protagonista -fatti non percezioni</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 10:31:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Risposta al nostro concittadino Peppe Cirrito: il Museo della Targa Florio di Collesano protagonista, fatti, non percezioni&#8221; ho letto con attenzione la tua riflessione, densa di pathos e apprezzabile per l’amore che trasmetti verso la Targa Florio e il territorio che la ospita da oltre un secolo. Tuttavia, non posso fare a meno di sottolineare [...]]]></description>
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<div dir="auto"><strong><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=2125" rel="attachment wp-att-2125"><img class="alignleft size-medium wp-image-2125" title="565666793_1735214224084320_5757056149874858708_n" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2025/10/565666793_1735214224084320_5757056149874858708_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Risposta al nostro concittadino Peppe Cirrito</strong>: il Museo della Targa Florio di Collesano protagonista, fatti, non percezioni&#8221;</div>
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<div dir="auto">ho letto con attenzione la tua riflessione, densa di pathos e apprezzabile per l’amore che trasmetti verso la Targa Florio e il territorio che la ospita da oltre un secolo.</div>
<div dir="auto">Tuttavia, non posso fare a meno di sottolineare che alcune delle affermazioni da te riportate risultano parziali, fuorvianti e, in certi casi, del tutto non rispondenti alla realtà.</div>
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<div dir="auto">Parli di un “Museo abbandonato a sé stesso”, ma dimentichi – o scegli di ignorare – il lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma costante, di chi, da 10 anni, e spesso sacrificando la propria famiglia, si impegna con dedizione per tenere viva la memoria storica della Targa Florio proprio a Collesano.</div>
<div dir="auto">Il Museo, pur con le sue criticità (che nessuno ha mai negato), è aperto, funzionante, visitabile, e conserva un patrimonio che nessun&#8217;altra realtà può vantare con la stessa autenticità.</div>
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<div dir="auto">Anzi, in 10 anni di gestione da parte del sottoscritto, il Museo della Targa Florio di Collesano ha raggiunto importanti risultati, tra cui:</div>
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<div dir="auto">* Il reperimento e la donazione di un numero considerevole ed esponenziale di reperti e cimeli che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio iconografico, comprendente anche la biblioteca museale. Con l’inaugurazione di nuove aule, il percorso espositivo è stato ulteriormente ampliato e valorizzato.</div>
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<div dir="auto">* L&#8217;organizzazione di eventi e raduni internazionali con la partecipazione dei più prestigiosi club nazionali e internazionali, coinvolgendo anche il tessuto produttivo locale, in particolare il settore della ristorazione.</div>
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<div dir="auto">* Al mio insediamento, con grande orgoglio, annuncio l’apertura di una nuova aula moderna dedicata alla Formula Rally! Uno spazio unico che ospiterà i set completi da gara dei più grandi Campioni Italiani che hanno vinto e scritto la storia della Targa Florio e del Campionato Italiano Rally, dal 1982 fino ad oggi (2025).</div>
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<div dir="auto">Tra loro, veri miti del volante come:</div>
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<div dir="auto">Tonino Tognana</div>
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<div dir="auto">Piero Longhi</div>
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<div dir="auto">Piergiorgio Deila</div>
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<div dir="auto">Totò Riolo</div>
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<div dir="auto">Paolo Andreucci &amp; Anna Andreussi</div>
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<div dir="auto">Andrea Nucita</div>
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<div dir="auto">Simone Campedelli</div>
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<div dir="auto">Andrea Crugnola</div>
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<div dir="auto">Un tributo alla passione, alla tecnica e al coraggio di chi ha reso grande il Rally in Italia.</div>
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<div dir="auto">* Tra i reperti aquisiti nell&#8217;aula storica figurano:</div>
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<div dir="auto">Il barone Antonio Pucci di Benisichi, vincitore della Targa Florio nel 1964</div>
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<div dir="auto">Mauro Forghieri, ex direttore tecnico della Ferrari negli anni ’60-’80</div>
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<div dir="auto">Armando Floridia, vincitore dell’edizione del 1976</div>
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<div dir="auto">Herbert Müller, che trionfò nel 1973, anno dell’ultima Targa Florio valida per il Campionato Mondiale Marche</div>
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<div dir="auto">Piero Taruffi, vincitore nel 1954</div>
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<div dir="auto">Salvatore Napoli, partecipante all’edizione del 1933</div>
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<div dir="auto">* Nuova aula multimediale con filmati inediti: una vera chicca per i nostri visitatori, che potranno rivivere i fasti di un tempo della mitica gara leggendaria.</div>
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<div dir="auto">* Nuova aula dedicata “Officina meccanica intitolata ai fratelli Vito ed Elio Lombardo”, dotata di attrezzature risalenti al secondo dopoguerra.</div>
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<div dir="auto">* Organizzazione di grandi eventi dedicati.</div>
<div dir="auto">Nel corso del mio mandato, la passione per la storia dell’automobilismo si è accesa con manifestazioni e convegni sportivi e culturali dedicati ai grandi piloti leggendari della Targa Florio:</div>
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<div dir="auto">Antonio Pucci di Benisichi</div>
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<div dir="auto">Lorenzo Bandini</div>
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<div dir="auto">Lodovico Scarfiotti</div>
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<div dir="auto">Piero Taruffi</div>
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<div dir="auto">Herbert Müller</div>
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<div dir="auto">Eugenio Renna (Amphicar)</div>
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<div dir="auto">Armando Floridia</div>
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<div dir="auto">In queste occasioni, abbiamo potuto ammirare da vicino vetture storiche iconiche, vere protagoniste della corsa dal 1924 al 1974:</div>
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<div dir="auto">Alfa Romeo 33 di Nino Vaccarella / Toine Hezemans (1971)</div>
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<div dir="auto">Alfa Romeo 33 di Nanni Galli / Helmut Marko (1972)</div>
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<div dir="auto">Alfa Romeo 33 di Carlo Facetti / Teodoro Zeccoli (1974)</div>
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<div dir="auto">Porsche 911 Carrera RSR di Gijs van Lennep e Herbert Müller (1973), ultima gara valida per il Campionato Mondiale Marche, con la partecipazione del pilota Gijs van Lennep</div>
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<div dir="auto">Lancia Augusta di Costantino Magistri (1936), con la presenza del collezionista più famoso al mondo, l&#8217;arch. Corrado Lo Presto</div>
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<div dir="auto">Mercedes PP n. 32 – Christian Werner (1924): l’anniversario dei 100 anni dalla vittoria, con la presenza del team Mercedes‑Benz</div>
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<div dir="auto">Ogni evento è stato un tuffo nel passato glorioso di una delle corse più affascinanti del mondo, tra motori ruggenti, storia e passione!</div>
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<div dir="auto">* La presentazione esclusiva della Bugatti Divo appartenuta a Cristiano Ronaldo lungo il Corso Via Roma.</div>
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<div dir="auto">* Gruppi di scolaresche in visita alla scoperta dei tesori della Targa Florio.</div>
<div dir="auto">Numerosi gruppi di scolaresche – provenienti da scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado – arrivano entusiasti per conoscere da vicino la mitica gara leggendaria, la più antica al mondo.</div>
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<div dir="auto">* A settembre 2024 il Museo della Targa Florio di Collesano e il Museo Tazio Nuvolari di Mantova siglano una prestigiosa partnership: un’alleanza tra due icone dell’automobilismo italiano per promuovere la cultura motoristica, celebrare i grandi protagonisti delle corse e valorizzare un patrimonio storico unico al mondo.</div>
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<div dir="auto">* Una copertura mediatica a 360 gradi, con il coinvolgimento dei migliori giornalisti del settore, articoli pubblicati sulle più importanti riviste specializzate a livello mondiale – comprese testate internazionali – e servizi su emittenti televisive nazionali e internazionali.</div>
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<div dir="auto">* L’apertura quotidiana è garantita anche grazie al prezioso supporto dei ragazzi del Servizio Civile e alla sensibilità e all’impegno dell’attuale Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Tiziana Cascio, alla quale va il mio sentito ringraziamento.</div>
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<div dir="auto">* Negli ultimi anni si è registrato un incremento esponenziale delle presenze, quadruplicate rispetto al passato, con numeri da record. Il 2024 ha segnato un nuovo primato in termini di visitatori.</div>
<div dir="auto">Il Museo ha attirato figure di spicco del panorama automobilistico internazionale, collezionisti di fama mondiale, personalità di rilievo e persino rappresentanti della Formula 1. Tra questi, anche esponenti del top management come l’ingegner Mauro Forghieri e Alessandro Alunni Bravi, Chief Business Officer di McLaren Racing.</div>
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<div dir="auto">* Sarà presto inaugurata una nuova ala, resa possibile grazie alla donazione di due teche espositive contenenti una preziosa collezione di 129 libri storici e 250 modellini in scala. Un’importante acquisizione che arricchisce il patrimonio culturale e didattico dell’istituzione.</div>
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<div dir="auto">* Il Museo della Targa Florio di Collesano è stato recentemente riconosciuto tra i 75 migliori musei al mondo dedicati all’automobilismo sportivo, secondo la rivista “75 TOP Car Museum Europe &amp; America – A Collection Magazine Articles”. Un prestigioso riconoscimento che premia la reputazione del museo nel settore, frutto della costante affluenza di visitatori e dell’organizzazione di eventi con club internazionali provenienti da tutto il mondo.</div>
<div dir="auto">Si registra un trend in continua crescita, con una significativa presenza di turisti stranieri – francesi, tedeschi, olandesi, inglesi, belgi, giapponesi, americani, australiani – a conferma di una gestione lodevole, appassionata e altamente professionale.</div>
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<div dir="auto">* Dopo sei anni di assenza, la Targa Florio Rally è tornata a essere protagonista a Collesano, con una prova speciale che ha richiamato numerosi appassionati. Un ritorno reso possibile grazie e soprattutto alla volontà e all&#8217;impegno costante dell&#8217;Amministrazione Comunale, in collaborazione con l&#8217;ACI Sport e ACI Palermo, che hanno lavorato con determinazione per riportare l’emozione del rally in uno dei luoghi più iconici della competizione.</div>
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<div dir="auto">Dunque, affermare che non esista un calendario di eventi o alcuna strategia di apertura verso l’esterno non solo è scorretto, ma rappresenta una mancanza di rispetto verso chi, con impegno e spirito di servizio, ha fatto crescere questo presidio di cultura e identità.</div>
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<div dir="auto">In merito alla presunta “mancanza di volontà politica”, va ricordato che ogni iniziativa pubblica richiede collaborazione istituzionale e civica. Serve visione, sì, ma anche unità, rispetto dei ruoli e una comunicazione basata su verità e concretezza, non su sensazionalismi.</div>
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<div dir="auto">La valorizzazione di Floriopoli non è e non deve essere in contrapposizione con Collesano. Al contrario, può rappresentare un’opportunità per costruire un sistema integrato della memoria e del turismo legato alla Targa Florio. Mettere i territori in competizione è un esercizio sterile, che non serve alla causa che tutti diciamo di voler sostenere.</div>
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<div dir="auto">Per questo, Peppe Cirrito se davvero hai a cuore il destino del Museo e della Targa Florio, ti invito a usare la tua voce per costruire, non per dividere. Le critiche sono legittime quando fondate e orientate alla crescita. Ma quando scivolano nella polemica e nella disinformazione, rischiano di minare Anni di lavoro e rallentare ogni tentativo di rilancio.</div>
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<div dir="auto">Collesano non è affatto spettatrice. Collesano è protagonista. Ma per continuare ad esserlo, ha bisogno di verità, collaborazione e visione condivisa – non di proclami infuocati che bruciano più ponti che cuori.</div>
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<div dir="auto">il Conservatore</div>
<div dir="auto">Michele Gargano</div>
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		<title>Gran Premio &#8220;Stefano la Motta&#8221; Un grande evento a Nicosia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 13:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novita']]></category>

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		<description><![CDATA[articolo della testata Ruote classiche. Immaginate un weekend di gara nella Sicilia dei primi anni 50. Rumore, emozione, balle di paglia agli angoli delle case, il mito dei grandi piloti enfants du pays e anche no, il pubblico seduto sulla porta di casa a veder sfrecciare le Ferrari e le Maserati, le Osca e le Jaguar. Ecco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1881" rel="attachment wp-att-1881"><img class="alignleft size-medium wp-image-1881" title="E_THgRPmwUk" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2024/10/E_THgRPmwUk-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>articolo della testata Ruote classiche.</p>
<p>Immaginate un weekend di gara nella Sicilia dei primi anni 50. Rumore, emozione, balle di paglia agli angoli delle case, il mito dei grandi piloti enfants du pays e anche no, il pubblico seduto sulla porta di casa a veder sfrecciare le Ferrari e le Maserati, le Osca e le Jaguar. Ecco, ora spostate le lancette 70 anni più avanti, sognano di voler ricostruire tutto, ma proprio tutto, quello che accadeva allora. Il sogno lo hanno avuto a Nicosia, provincia profonda di Enna, aiutati da Corrado Lopresto in veste di demiurgo. E lo hanno intitolato Gran Premio Stefano La Motta, per celebrare la memoria di un pilota del luogo che nel secondo Dopoguerra vinceva tanto da queste parti e che incontrò il destino fatale in una curva del Giro di Sicilia del 1951.</p>
<p>Comparse in abiti d’epoca. Per due giorni (7 e 8 ottobre 2023), Nicosia è tornata a quel tempo: l’intera popolazione è stata al gioco, 300 comparse si sono vestite con abiti d’epoca e hanno messo in scena una spettacolare ricostruzione di come si vivevano le corse nella Sicilia di allora. Le macchine? Solo 19 (monoposto, gran turismo e sportive costruite tra il 1947 e il 1957), ma di fantastico livello collezionistico, per dare profondità culturale e storica a un concorso d’eleganza dinamico mai visto altrove.</p>
<p>Le macchine in gara. Due Cisitalia, un manipolo di Lancia e Fiat da corsa, una Jaguar XK 120 OTS, la Ferrari 340 MM che sta facendo incetta di premi, Giuliette e Aurelie dal palmares sportivo e pure una Maserati 3500 GT arrivata apposta dal Giappone. Insomma, una bellissima idea realizzata con un impegno e un amore per il patrimonio culturale che l’automobile rappresenta da cui molti dovrebbero imparare.</p>
<p>Omaggio a Quattroruote. A essere omaggiata, oltre che la memoria del barone La Motta, è stata anche Quattroruote. A sorpresa, è infatti apparsa sulla piazza principale di Nicosia una Lancia Appia seconda serie uguale &#8211; dal colore carta d’azzurro alla testata gialla di allora sulle fiancata &#8211; a quella che il giornale portò da Milano in Unione Sovietica (e ritorno) nel 1957.<a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1875" rel="attachment wp-att-1875"><img class="alignleft size-medium wp-image-1875" title="Gran-Premio-La-Motta-1" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2024/10/Gran-Premio-La-Motta-1-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a></p>
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		<title>E&#8217; morto Vic Elford -Corse la Targa Florio in coppia con Maglioli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 14:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novita']]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 13 Marzo Vic Elford Si è spento, all&#8217;età di 86 anni, l&#8217;ex pilota londinese Vic Elford, per anni protagonista dei circuiti e non solo. Nel 1968 vinse il Rallye Monte Carlo, la 24 Ore di Daytona, la 1000 km del Nurburgring e la Targa Florio, la classica corsa siciliana che si disputava sul tracciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1610" rel="attachment wp-att-1610"><img class="alignleft size-full wp-image-1610" title="Vic_Elford_Watkins_Glen_2010_(cropped)" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2022/03/Vic_Elford_Watkins_Glen_2010_cropped.jpg" alt="" width="260" height="259" /></a></div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><time datetime="2022-03-13T23:15:39+01:00">13 Marzo</time></p>
</div>
<div id="m47631-47630-47632">
<figure><img src="https://dimages2.gazzettaobjects.it/files/image_458_275/uploads/2022/03/13/622e6c3ccb773.jpeg" alt="Vic Elford" data-full-src="https://dimages2.gazzettaobjects.it/uploads/2022/03/13/622e6c3ccb773.jpeg" /></p>
<div></div>
</figure>
<div id="m47743-47742-47744"><strong>Vic Elford</strong></div>
</div>
<div id="m47639-47638-47640">
<p>Si è spento, all&#8217;età di 86 anni, l&#8217;ex pilota londinese Vic Elford, per anni protagonista dei circuiti e non solo. Nel 1968 vinse il Rallye Monte Carlo, la 24 Ore di Daytona, la 1000 km del Nurburgring e la Targa Florio, la classica corsa siciliana che si disputava sul tracciato delle Madonie, in coppia con Umberto Maglioli. In carriera trionfò anche a Sebring e Le Mans (successi di classe nel 1967 e 1973).</p>
<h2 id="m47781-47780-47782"><span style="font-size: 13px;">La notizia della sua morte è stata diffusa, con un tweet, dal meccanico e suo grande amico Marshall Pruett. Da tempo, Elford soffriva di un male incurabile. Venne nominato </span><em style="font-size: 13px;">Chevalier de Ordre national du Merite</em><span style="font-size: 13px;"> dall&#8217;allora presidente francese Georges Pompidou, per il suo &#8220;coraggio ed eroismo&#8221;. Elford, infatti, fu protagonista di un drammatico episodio alla 24 Ore di Le Mans 1972, mentre era alla guida di un&#8217;Alfa Romeo: dopo essere stato sorpassato dal collega Jo Bonnier, al volante di una Lola, vide quest&#8217;ultimo finire fuori strada nel tentativo di sorpassare una Ferrari 365 Daytona. Giunto sul luogo dell&#8217;incidente, scese dalla propria auto per lanciarsi tra le fiamme e salvare i due colleghi, credendoli ancora intrappolati nelle autovetture. Con somma sorpresa, aprendo lo sportello della Ferrari, però, trovò l&#8217;abitacolo vuoto: non si era accorto che il pilota s&#8217;era già rifugiato oltre il guard-rail, ma solo allora notò che i rottami della Lola erano tra gli alberi e che Jo Bonnier invece non si era salvato.</span></h2>
<p><strong>La sua Storia</strong></p>
<p><strong>Elford campione della  Porsche, vicitore della Targa Florio,  era nato a Londra il 10 Giugno 1935. Amava venire a Cefalù dove  incontrava il suo amico Ciccio Liberto (gli faceva le  scarpe da corsa). Ha iniziato la sua carriera nel rally vincendo il Campione Europeo Rally nel Gruppo 3, grazie alla sua Porsche 911 . Elford è stato  il vincitore dell’edizione 1968 di Monte Carlo, prima di vincere la 24 Ore di Daytona su una Porsche 907 che condivide con Jochen Neerpasch , Hans Herrmann e Rolf Stommelen . L’equipaggio regala così a Porsche la sua prima vittoria nel campionato mondiale di auto sportive . Nel 1968 Elford vinse altri due eventi endurance per la Porsche: la Targa Florio (con Umberto Maglioli ) e i 1.000 chilometri del Nürburgring (con Jo Siffert ), poi lo fece di nuovo in Germania sul ring del Nürburgring nel 1970 (con Kurt Ahrens ) e nel 1971 (con Gérard Larrousse ), tutti su Porsche 908 . Fu vittorioso anche alla 12 Ore di Sebring del 1971 (con Larrousse), sempre per Porsche (allora modello 917 K ). Ha anche partecipato a tredici Gran Premi di Formula 1 tra il 1968 e il 1971, prima in Cooper, poi in una McLaren iscritta dal team privato Team Antiques Automobiles, e infine in BRM.  Ha anche vinto il primo rallycross organizzato ufficialmente il 4 febbraio 1967 su Porsche 91. Questi solo alcuni dei suoi successi.</strong></p>
</div>
<div></div>
<div>fonte: Gazzetta.it e varie</div>
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		<title>Andrea Nucita prenderà parte al Rally di Montecarlo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 14:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novita']]></category>

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		<description><![CDATA[S.Teresa di Riva - Andrea Nucita, 30enne talento di S.Teresa di Riva, prenderà parte all’imminente Rally di Montecarlo. Disporrà della Hyundai i20 R5 curata dal team di Michele Bernini ed avrà al suo fianco Bernardo Di Caro, codriver esperto che sa leggere bene le note. Per il giovane pilota di S.Teresa di Riva, portacolori della scuderia Phoenix si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1418" rel="attachment wp-att-1418"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1418" title="nucita_rally" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2020/01/nucita_rally-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>S.Teresa di Riva - Andrea Nucita, 30enne talento di S.Teresa di Riva, prenderà parte all’imminente Rally di Montecarlo. Disporrà della Hyundai i20 R5 curata dal team di Michele Bernini ed avrà al suo fianco Bernardo Di Caro, codriver esperto che sa leggere bene le note. Per il giovane pilota di S.Teresa di Riva, portacolori della scuderia Phoenix si tratta della terza partecipazione consecutiva al rally monegasco; gara che inaugurerà il mondiale 2020. E’ la seconda volta che gareggia alla guida della vettura coreana, ancora prima la sua avventura era iniziata, nel 2018, a bordo dell’Abarth 124 Rgt quando è riuscito a strapazzare i big mondiali alla nona prova speciale, conquistando un quarto posto assoluto. Poi noie meccaniche lo hanno costretto al ritiro. In questo rally, a parte la bravura di Nucita, l’auto sembra che risponda bene, il navigatore è un professionista delle note, per cui il talento di S.Teresa tenterà l’assalto al podio.</p>
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		<title>COLLESANO si tinge di rosso-Margherita Bandini ricorda il suo Lorenzo</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 16:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[fonte:Art. dal Giornale di Sicilia di Palermo ed. del 22/07/2017 COLLESANO. Sembra ancora di sentire un suono di violino in sottofondo mentre scorrono le immagini in bianco e nero di una donna dai lineamenti gentili, con gli occhiali da sole, ferma ai box ad aspettare il passaggio di una macchina rossa. Questa immagine è l&#8217;ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1309" rel="attachment wp-att-1309"><img class="alignleft size-medium wp-image-1309" title="big-6680244fa8" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2017/07/big-6680244fa8-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>fonte:Art. dal Giornale di Sicilia di Palermo ed. del 22/07/2017</strong></p>
<p><strong>COLLESANO. Sembra ancora di sentire un suono di violino in sottofondo mentre scorrono le immagini in bianco e nero di una donna dai lineamenti gentili, con gli occhiali da sole, ferma ai box ad aspettare il passaggio di una macchina rossa.</strong></p>
<p><strong>Questa immagine è l&#8217;ultima della prima vita di </strong><strong>Margherita Freddi</strong><strong>, che tutto il mondo ha imparato a conoscere come la signora Bandini. Margherita è la moglie di </strong><strong>Lorenzo</strong><strong>, il meccanico che scommise su stesso fino a riuscire a far innamorare di sè </strong><strong>Enzo Ferrari</strong><strong>, che gli affidò una delle sue macchine di Formula 1.</strong></p>
<p><strong>Divenne un idolo, Bandini, negli anni Sessanta. Incarnò il sogno degli italiani, che cominciarono a credere che davvero la forza di volontà fosse sufficiente per raggiungere gli obiettivi. Interpretò la voglia di quel miracolo italiano che sarebbe arrivato a spingere il Paese qualche anno più in là.</strong></p>
<p><strong>Questo era Bandini.</strong></p>
<p>nella foto da sx:Alessia Dispensa il Pres dell&#8217;ACI Palermo Dr. Pizzuto il Prof. Salvatore Requirez ,Margherita Bandini,Nino Vaccarella il Sindaco di Collesano e il Direttore  del Museo della Targa  di Collesano , Michele Gargano.</p>
<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1316" rel="attachment wp-att-1316"><img class="alignleft size-medium wp-image-1316" title="big-66802425e7" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2017/07/big-66802425e7-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>Questo fu per gli italiani fino al 7 maggio del 1967. Fino al momento in cui quell&#8217;immagine romantica di Margherita si deformo&#8217; fino a diventare sfocata e grigia, coperta dal fumo nero del rogo che avvolse a Montecarlo la Ferrari del campione uccidendolo.</strong></p>
<p><strong>Li&#8217; finì la prima vita di Margherita Bandini.</strong></p>
<p><strong>Che oggi racconterà la sua storia a Collesano nel corso di un evento organizzato dal Conservatore del museo della Targa Florio, Michele Gargano.</strong></p>
<p><strong>Margherita arriverà a Collesano intorno alle 16, accolta da una parata di Ferrari. Alle 18 il primo incontro pubblico nell&#8217;aula consiliare dove con Nino Vaccarella (che con Bandini vinse la Targa del 1965) ricorderà la passione di Lorenzo per le corse in Sicilia. Poi, in serata un concerto in piazza degli Angel Sax, la proiezione di immagini inedite di Lorenzo e il dibattito pubblico.</strong></p>
<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1317" rel="attachment wp-att-1317"><img class="alignleft size-medium wp-image-1317" title="big-6680233e0f" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2017/07/big-6680233e0f-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p><strong>Racconterà, Margherita, di quell&#8217;ultimo bacio che Lorenzo le diede prima di salire sulla Ferrari a Montecarlo, di quegli 82 giri in cui lo vide sfrecciare sulle stradine lottando per la vittoria.</strong></p>
<p><strong>E di quell&#8217;83esimo in cui non lo vide transitare sul rettilineo principale intuendo che quel fumo che si vedeva in lontananza, all&#8217;uscita dal tunnel, fosse un presagio funesto. Raccontano le biografie ufficiali che anche Enzo Ferrari, da Maranello, ebbe lo stesso macabro presagio quando vide quel fumo: &#8220;Sapevo che non lo avrei più rivisto&#8221; scrisse il Drake di Bandini nelle sue memorie.</strong></p>
<p><strong>Racconterà Margherita, di quei mesi e quegli anni terribili che seguirono. Una donna di 28 anni, che aveva scoperto e perso l&#8217;amore in poco tempo dovette trovare la forza per ricostruirsi una vita:</strong></p>
<p><strong>&#8220;A 28 anni mi è crollato tutto. Ho speso per la lapide tutti i dieci milioni avuti dal&#8217;assicurazione &#8211; ha raccontato in alcune interviste -. Tre anni dopo, per la prima volta, mi guardai allo specchio e vidi quella cosa orribile che ero diventata. Così ho deciso di tornare a vivere&#8221;.</strong></p>
<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1318" rel="attachment wp-att-1318"><img class="alignleft size-medium wp-image-1318" title="big-6680239fba" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2017/07/big-6680239fba-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p><strong>Iniziò la sua seconda vita, Margherita.</strong></p>
<p><strong>Senza dimenticare mai la prima. Anche per questo motivo gli italiani, gli innamorati dell&#8217;auto e del sogno che questa trasmette, hanno imparato a conoscerla e a volerle bene. Anche chi Bandini non lo ha mai visto correre ma ha sempre saputo che quel nome era sinonimo di sogni realizzati: il meccanico che diventa pilota della Ferrari, il ragazzino figlio di rifugiati italiani in Libia (erano gli anni del fascismo) che viene accolto da un altro meccanico, Goliardo Freddi, e si innamora della figlia fino a sposarla. Sembra ancora di vederla giovane, Margherita, mentre Lorenzo la corteggia nell&#8217;officina di papà, mentre la va a prendere in vespa. Sembra di vederla Margherita, giovane come nel 1961 quando accompagna per la prima volta il marito in Sicilia per la Targa Florio.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; un po&#8217; la storia di molti italiani, quella di Margherita: amore, sogni e rombo di motore.</strong></p>
<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1319" rel="attachment wp-att-1319"><img class="alignleft size-medium wp-image-1319" title="LORENZO-BANDINI-2-674x505" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2017/07/LORENZO-BANDINI-2-674x505-300x224.jpeg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p><strong>E di tutto questo oggi pomeriggio parlerà a Collesano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;La Traiettoria Ideale&#8221;un film sul Campione Siciliano d&#8217;Automobilismo Nino Vaccarella</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 20:39:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Palermo – Il giovane regista palermitano Giovanni Totaro ha presentato il film “La traiettoria ideale”, incentrato sulla figura del campione di automobilismo Nino Vaccarella. Il primo maggio la “prima” a Palermo, poi sono previste altre proiezioni a Roma, Milano e Torino, con il supporto dell’Asi, l’Automotoclub Storico Italiano. La presentazione della pellicola è avvenuta alla Sala delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1088" rel="attachment wp-att-1088"><img class="alignleft size-medium wp-image-1088" title="logo targa1" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2015/04/logo-targa1-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>Palermo – Il giovane regista palermitano Giovanni Totaro ha presentato il film “La traiettoria ideale”, incentrato sulla figura del campione di automobilismo Nino Vaccarella. Il primo maggio la “prima” a Palermo, poi sono previste altre proiezioni a Roma, Milano e Torino, con il supporto dell’Asi, l’Automotoclub Storico Italiano. La presentazione della pellicola è avvenuta alla Sala delle Carrozze‎ di V‎illa Niscemi‎ a Palermo. Venerdì 1 maggio, come detto, la prima in città del film documentario nella sala Vittorio De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa. Giovanni Totaro su è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Nino Vaccarella, classe 1933, conosciuto anche come il “preside volante” e pilota della Ferrari e dell’Alfa Romeo, è stato due volte campione del mondo nel mondiale Sport Prototipi. Il film di quaranta minuti è stato prodotto dal CSC affiancato dall’Automotoclub Storico Italiano. Girato tra Palermo, le Madonie e la Francia, inquadra sia il campione sia l’uomo, soffermandosi sul rapporto di Nino con il figlio Giovanni che, seguendo la passione del padre, si è dedicato all’automobilismo sportivo. L’intenzione di approfondire la figura di Nino Vaccarella si è sviluppata dopo le riprese realizzate dallo stesso Giovanni Totaro, per lo spot del Museo della Targa Florio di Collesano; l’occasione ha fatto conoscere Nino e Giovanni che hanno intrapreso insieme il progetto del film. A Palermo le scene sono state girate prevalentemente nei luoghi cari a Vaccarella: la sua abitazione e il centro sportivo, per quelle delle Madonie si è prediletto il territorio di Caltavuturo, mentre in Francia, con la gradita presenza del copilota di Vaccarella, Jean Guichet, la troupe è stata accolta all’interno del circuito automobilistico di Le Mans. I materiali d’archivio sono stati concessi dall’Istituto Luce, da Rai Teche e dal Centro Documentazione Alfa Romeo di Arese. Attraverso gli archivi è stato possibile ricostruire parte del passato dei protagonisti, legandolo al nodo narrativo affrontato nel documentario. Il film, oltre al protagonista Nino Vaccarella e al figlio Giovanni, vede la partecipazione di Jean Guichet e Nino Mandalà. Un film diverso rispetto ai classici documentari sui piloti e per molti aspetti inedito che vuole destare l’entusiasmo degli appassionati accanto all’attenzione di un pubblico molto più vasto.</p>
<p>“Dopo più di un anno di lavoro – evidenzia Nino Vaccarella – viene presentato oggi ai Cantieri Culturali alla Zisa il film del giovane regista Giovanni Totaro che ha voluto proporre la mia carriera automobilistica vissuta negli Anni 50, 60 e 70, nel periodo forse più entusiasmante dell’automobilismo internazionale, con le vittorie riportate nelle più famose piste e con le macchine più prestigiose. Automobilismo mitico ma molto pericoloso, che ha visto la scomparsa di tanti amici piloti in un atmosfera di grande dolore. Per me aver avuto la fortuna e il merito di essere sopravvissuto è forse la più bella vittoria che sarà spero rivissuta dai numerosi appassionati siciliani che mi hanno amato ed apprezzato, come un alfiere prestigioso di un’isola, forse la più bella del mondo”.</p>
<p>“Nino Vaccarella è un grande campione sportivo – dice Giovanni Totaro – conosciuto e ammirato in tutto il mondo. Molti hanno scritto delle sue gesta sportive e innumerevoli sono gli appuntamenti e gli eventi che lo vedono protagonista.  Ho provato ad aggiungere qualcosa al mito sportivo, ormai consacrato alla storia, raccontando il presente dell’uomo, i suoi obiettivi da ex pilota e il rapporto con il suo unico figlio. “La passione di Nino Vaccarella – aggiunge il regista – si avverte spesso anche nelle sue parole quando ad esempio ricorda che “la potenza per me era una cosa molto bella, capace di darti anche sicurezza se la sai adoperare bene”. Alla prima palermitana seguirà la presentazione a Roma il 6 maggio presso la Casa del Cinema, con inizio alle 21 e a seguire quelle di Milano e Torino. “La traiettoria ideale” è prodotto dalla sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, che è stato affiancato dall’Automotoclub Storico Italiano, mentre la produzione esecutiva è curata da Labirinto Visivo. Accanto all’aspetto automobilistico, l’Automotoclub Storico Italiano ha condiviso una storia che partendo dalle corse arriva a toccare l’universalità del rapporto Padre-Figlio e riesce a ben raccontare la carriera di Nino Vaccarella.</p>
<p>Questo il cast tecnico/artistico: Regia: <em>Giovanni Totaro; </em>Fotografia: <em>Nunzio Gringeri; </em>Suono: <em>Riccardo Cannella; </em>Montaggio: <em>Riccardo Cannella, Giovanni Totaro; </em>Montaggio effetti visivi: <em>Ivan Monterosso; </em>Produzione esecutiva: <em>Giovanni Rosa, Emmanuelle Bouhours; </em>Sottotitoli inglese: <em>Felicity Lodge; </em>Supervisione tecnica: <em>Rino Cammarata; </em>Musiche<em>: Henzo, Ivan Monterosso.</em></p>
<div><ins data-ad-client="ca-pub-5563790037117448" data-ad-slot="3260403424" data-ad-format="auto" data-adsbygoogle-status="done"><ins id="aswift_1_expand"></ins></ins></div>
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		<title>La Scuderia Targa Florio organizza dal quattro al cinque ottobre &#8220;Dal Circuito Madonita alla corsa dell&#8217;Etna</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 19:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8220;SCUDERIA TARGA FLORIO&#8221; organizza: Nicolosi &#8220;Città dei Motori&#8221; sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014 &#8220;Dal CIRCUITO MADONITA alla CORSA dell&#8217;ETNA. L&#8217;Evento è un percorso attraverso la testimonianza dei piloti e delle macchine che hanno contribuito a rendere famose la Targa Florio e la Catania-Etna a livello Internazionale! Questa rievocazione consiste in un grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1050" rel="attachment wp-att-1050"><img class="alignleft size-medium wp-image-1050" title="logo scuderia targa" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/logo-scuderia-targa-300x143.jpg" alt="" width="300" height="143" /></a>La &#8220;SCUDERIA TARGA FLORIO&#8221; organizza: Nicolosi &#8220;Città dei Motori&#8221; sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014 &#8220;Dal CIRCUITO MADONITA alla CORSA dell&#8217;ETNA. L&#8217;Evento è un percorso attraverso la testimonianza dei piloti e delle macchine che hanno contribuito a rendere famose la Targa Florio e la Catania-<wbr>Etna a livello Internazionale! Questa rievocazione consiste in un grande spettacolo motoristico e folkloristico. La formula scelta dall&#8217;organizzazione sarà quella del &#8220;Concorso Dinamico di Eleganza&#8221; ( auto sportive da competizioni e super car), con strade chiuse al traffico. Per tale Evento, la Scuderia Targa Florio farà arrivare a Nicolosi (provenienti da New York e dalla Germania) l&#8217;Alfa Romeo 33 , Regina indiscussa sulle Madonie nel 1971 con la quale Ninni Vaccarella e Arturo Merzario , hanno vinto la Targa Florio! Oltre a questa mitica vettura dovrebbe esserci la presenza di altre due Alfa Romeo TT : la 33 2 litri in versione Le Mans con ospite d&#8217;onore Nanni Galli (vincitore della gara nel 1967). Nella &#8220;Notte dei Motori&#8221; ci sarà musica, sfilate di moda, mostre, degustazioni, fuochi pirotecnici , ( Ditta Vaccalluzzo), che sulle note di una canzone inedita (che avrebbe dovuto cantare il Grande Lucio Dalla), chiuderanno la serata.</wbr></strong><strong> Il programma completo e la scheda di iscrizione saranno a breve su : www.scuderiatargaflorio.it Per informazioni: 3289476989 -<wbr> 3924770322 -<wbr> 3420643932 G.A.R. Eventi . Le iscrizioni chiuderanno il 30 settembre 2014.</wbr></wbr></strong></p>
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		<title>Aperte le iscrizioni per il &#8221; Tributo Ferrari &#8220;Targa Florio Classica 2014&#8243;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2014 18:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novita']]></category>

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		<description><![CDATA[Aperte le iscrizioni per il &#8220;Tributo Ferrari Targa Florio Classica&#8221; 2014 Maranello, 30 giugno 2014 Come ormai da tradizione Ferrari partecipa alla storica Targa Florio, giunta alla sua 98°edizione, con il “Tributo Ferrari Targa Florio Classica”, in programma da 12 al 14 settembre sulle strade di montagna dei Circuiti delle Madonie, nei pressi di Palermo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=1045" rel="attachment wp-att-1045"><img class="alignleft size-full wp-image-1045" title="download" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2014/06/download.jpg" alt="" width="292" height="173" /></a>Aperte le iscrizioni per il &#8220;Tributo Ferrari Targa Florio Classica&#8221; 2014</h3>
<div id="ctl00_m_g_b6b066c9_e6aa_445c_8667_4bd205d73982_ctl00_subtitleee">
<p>Maranello, 30 giugno 2014</p>
</div>
<p>Come ormai da tradizione Ferrari partecipa alla storica Targa Florio, giunta alla sua 98°edizione, con il “Tributo Ferrari Targa Florio Classica”, in programma da 12 al 14 settembre sulle strade di montagna dei Circuiti delle Madonie, nei pressi di Palermo.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno infatti alle vetture di Maranello, senza limiti di genere e/o anno di costruzione, verrà dedicata una apposita classifica nella gara di regolarità che fa rivivere una delle competizioni più affascinanti e ricche di storia dell’automobilismo.</p>
<p>Organizzato con la collaborazione dell’Automobile Club di Palermo, il &#8220;Tributo&#8221; è una delle molteplici iniziative della Ferrari che permette ai suoi clienti di vivere la passione per il Marchio ripercorrendone la storia e tenendone viva l&#8217;eredità sportiva.</p>
<p>Il pacchetto di partecipazione comprende l&#8217;iscrizione alla gara e il supporto logistico. Il termine per l&#8217;iscrizione è il 31 agosto, tutte le informazioni di dettaglio sono disponibili su ferrari.com</p>
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		<title>Costanza Florio -L&#8217;erede di una grande Dinastia-Intervista</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 19:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latargaflorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista a Donna Costanza Costaguti Florio, ultima erede di una illustre Famiglia  Palermitana : &#160;   Coltivavamo da tempo l’idea di incontrare l’ultima erede Florio, Costanza per l’appunto, figlia di Giulia Florio e nipote di Ignazio e Franca Florio.La curiosità tipica dei bambini, il fascino per quella che era stata una grande dinastia di imprenditori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=436" rel="attachment wp-att-436"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-436" title="costanza florio" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2012/11/costanza-florio1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Intervista a Donna Costanza Costaguti Florio, ultima erede di una illustre Famiglia  Palermitana :</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Coltivavamo da tempo l’idea di incontrare l’ultima erede Florio, Costanza per l’appunto, figlia di Giulia Florio e nipote di Ignazio e Franca Florio.La curiosità tipica dei bambini, il fascino per quella che era stata una grande dinastia di imprenditori Siciliani dall’ottocento ai primi del novecento,di cui avevamo sentito parlare da tempo e ben descritta in alcuni volumi che avevamo letto appositamente   che ci hanno  spinto ad incontrare:</p>
<p><strong>Costanza  Afan de Rivera Costaguti Florio.</strong></p>
<p>L’incontro lo avevamo programmato da tempo . Naturalmente ci eravamo ripromessi di incontrarci e puntualmente il ventinove Marzo di un paio d&#8217;anni fa, <strong>Costanza Florio</strong> ci aspettava presso l’Associazione Culturale “La Sicilia dei Florio” ubicata a Palermo in via Leopardi in compagnia del <strong>barone Giuseppe</strong> <strong>Giaconia di Migaido</strong>, Presidente della stessa Associazione.</p>
<p>Ci ha colpito subito il personaggio, grintosa ,carismatica, aspetto giovanile e concretezza estrema nelle sue manifestazioni, qualità che gli storici della Famiglia dicono che fossero prerogativa della  madre Giulia ultima erede di Ignazio e Franca Florio.</p>
<p>Da premettere che avevamo in precedenza incontrato Costanza Florio a Catania, ma mai personalmente e nell’ambito di altre manifestazioni , per cui l’occasione che si presentava era alquanto allettante.</p>
<p>Una volta  programmato tutto l&#8217;occorrente per l’intervista grazie al regista  Davide Catalano e all&#8217;amico Piero Juvara, ho cominciato a parlare con Lei e non vi nascondo che in quel momento come un flash è passata  la storia di questa dinastia illustre, con principi e regnanti di altre nazioni  che sfilavano all’Olivuzza nei mega ricevimenti davanti alla bellezza e allo sfarzo di Franca Florio, nonna di Costanza che Lei naturalmente non ha conosciuta perchè  nata nel 1950.</p>
<p>Ho ripreso quell’attimo di atmosfera da sogno che avevo già vissuto leggendo i libri sulla storia dei Florio, e ho iniziato a gustarmi questa intervista attimo per attimo.</p>
<p><strong>D-Donna Costanza Lei rimane una delle ultime discendenti di una famiglia illustre che ha segnato la storia della Sicilia , ci tracci la figura di Giulia Florio, sua madre attraverso i ricordi e i momenti particolari della sua vita.</strong></p>
<p>R- Mia Madre era una donna grintosa , positiva , nata nel 1909 , sposa il Marchese Achille Belloso Afan de Rivera dal quale ha cinque figli Ascanio (1940)Clotilde (1942)Nicola (1943)Ignazio (1945)Costanza (1950 ).Ella ha vissuto un’epoca di grandi avvenimenti fausti e infausti .Trovandosi nella condizione di ultima erede, ha vissuto le vicissitudini della famiglia , le ultime quelle del declino imprenditoriale del padre Ignazio con molta dignità e consapevolezza. Donna Franca mamma di Giulia , nonna di Costanza, nonostante i suoi impegni mondani era una madre molto vicina alla figlia Giulia., soprattutto dopo la morte improvvisa prima  di Giovannuzza e dopo qualche tempo di Ignazio detto Baby Boy, che sarebbe dovuto essere il continuatore della famiglia.</p>
<p>Tutto ciò fece si che l’affetto di Franca prostrata dal dolore si riversasse su Igea e Giulia anche se nata cinque anni dopo la tragedia,nel 1909.Giulia era anticonformista per eccellenza libera , legata alla famiglia che si costrui un percorso tutto suo, studiando e frequentando una scuola a Roma.</p>
<p><strong>D-Chi fu veramente Franca Florio?una bellezza invaghita del suo fascino o della sua bellezza oppure una donna che seppe svolgere con classe e dignità il compito che la posizione sociale le imponeva? </strong></p>
<p>R-Mia Nonna risponde Costanza era una donna bellissima , il fascino e la bellezza che promanava la sua immagine era qualcosa di indefinibile. Io purtroppo ero piccola e non  ho avuto modo di conoscerla.Solo dai racconti di mia madre nell’ultima parte della sua vita. Passava  le sue giornate a contatto con la natura ricordando di volta in volta le sue esperienze andate. Dai racconti di mia madre Giulia , mia nonna Franca svolse sempre con molta dignità e classe il suo compito senza mai andare oltre, lasciando sempre e dovunque degli ottimi ricordi. Il suo compito era quello di affiancare Ignazio Florio nei salotti mondani di mezza Europa.Certamente  di questi rapporti intessuti se ne avvalse mio nonno. Ricordatevi che Palermo era meta dei regnanti  di mezza Europa da Guglielmo 2°  di Prussia allo Zar Nicola 2°, meta di Poeti, Romanzieri, Capi di Stato; sicuramente tutto questo servi a mio nonno per la sua molteplice attività imprenditoriale che fece di Palermo la Capitale per eccellenza del gusto, dell’eleganza  e della signorilità e della belle epoque.</p>
<p><strong>D-E’ vero che sua nonna si era fatta porcellanare il viso a Parigi all’età di trenta anni? </strong></p>
<p>R- Si è vero come mi raccontava mia madre Giulia, la nonna Franca si sottopose a Parigi a farsi porcellanare il viso, con sommo dispiacere di mio nonno Ignazio che disapprovò;ma Lei  era cosciente pienamente, perché era una donna molto intelligente,sapeva cosa andava incontro. Questo vezzo era da premettere molto pericoloso e fastidiosissimo  ed era praticato dalle belle donne dell’epoca inserite in un contesto sociale alto in tutte le corti d’Europa;  comportò come ci raccontò mia madre un sacrificio fisico non comune. Inoltre mia nonna aveva la carnagione bianca candida, mai la sua pelle era stata a contatto con i raggi del sole. La sua bellezza spiccava anche per questo.</p>
<p><strong>D-Che ruolo ebbe Franca Florio nei delicati rapporti di affari che suo nonno Ignazio tesseva a livello internazionale per affari? </strong></p>
<p>R-Costanza mi ricorda che Lei in quell’epoca non era ancora nata, ciò nonostante dalle discussioni fatte con mia madre, mia nonna ebbe il ruolo di tutte le donne mogli di grandi imprenditori. Non andò mai oltre certi limiti, era affabile , gentile con tutti, aperta. Senza mai fare trasparire nulla dal suo volto. Riceveva un grande numero di lettere come quella di D’Annunzio , del tenore Di Stefano che la pontificavano per la sua bellezza , per le sue forme, ma Lei non andò mai oltre determinati limiti, mai ingenerò pettegolezzi, tutto alla luce del sole. Il suo unico amore fu mio nonno Ignazio. Mai la sua grande affabilità fu scambiata per altro. Bastava la sua presenza affichè regnanti e capi di stato si facessero in quattro per Lei. Mio nonno ottenne tanto per i suoi meriti imprenditoriali, per la sua lungimiranza. Una cosa che lo  contraddistinse fu quello di essere sempre avanti rispetto agli altri e questo non fu cosa da poco soprattutto con le idee.</p>
<p><strong>D-Dai racconti di sua madre ebbe conferma della fama di sua nonna Franca dinanzi alla quale si inchinarono Il Kaiser ,Guglielmo 2°, lo Zar e la Zarina,il Re Vittorio Emanuele e tante teste coronate che transitarono da Palermo e che per questo fu sopranominata la Regina di Palermo?</strong></p>
<p>R-Si è vero quello che si raccontava della nonna , le foto rimaste che sono tante ci fecero conoscere le tante teste coronate che transitarono da Palermo e che poi venivano a Palermo nei mesi estivi a Villa Igea ospiti della nonna. Ricordo mia madre che ci raccontava della venuta del Kaiser Gugliemo 2° di Prussia e lo Zar che erano degli habitue’dei salotti mondani che mia nonna organizzava con grande sfarzo prima nella villa dell’Olivuzza e dopo a villa Igea fatta costruire appositamente dall’Architetto Basile il grande fautore del liberty Siciliano. Una diceria quella di dare il nome di Regina di Palermo a mia nonna, ella era Regina di ben altro oltre che donna di grande classe; Se mettiamo poi la  ricchezza spropositata di mio nonno per le sue molteplici attività in campo industriale e imprenditoriale, allora ecco dipinto il quadro di mia nonna .</p>
<p><strong>D-L’Impero di suo nonno Ignazio valutato all’epoca il doppio di quello dei Rotschild e dei Vanderbilt ,spaziava dalla flotta Mercantile alla cantieristica, alle zolfare, agli stabilimenti chimici,alla produzione del vino e una miriade di attività che consentirono ai Palermitani di beneficiarne in termini di lavoro e assistenza, ci racconti attraverso i resoconti di sua madre Giulia, questi tempi dorati. </strong></p>
<p>R-Mio nonno Ignazio ebbe una grandissima lungimiranza assecondato dal momento politico e dal governo Crispi. Allacciò intese con i Rubattino e con essi costitui una grande compagnia di navigazione che prima  solcò i mari nazionali e in seguito si accinse a solcare i mari intercontinentali. Istituì un postale che collegava Palermo con New York in America , diede impulso in Sicilia alle zolfare all’industria vitivinicola, istituì case per gli operai che lavoravono per Lui e costruì i primi asili nido dove lasciare i bambini figli dei suoi operai. Istituì una mensa cosa impensabile perla Siciliadell’ottocento e dei primi del novecento. Costruì con l’avallo dell’Architetto Basile il Politeama e Palazzi  che ancora oggi si possono ammirare a Palermo. Inoltre la pesca del tonno e le Tonnare a Favignana diedero lavoro a tante persone,e dopo una lavorazione minuziosa per poterlo conservare ,con le sue navi provvedeva a trasportarlo in Sicilia  e in  Italia,  fino in  America.Fece tanto per la sua città. Fece costruire finanche delle case per i suoi operai ,li mise in condizione di fare una vita dignitosa. Mia nonna da parte sua provvide a fare il corredo a tante ragazze trovatelle che si trovavano in collegio,  diede impulso alla costruzione dell’Istituto per i ciechi, un Adriano Olivetti se mi è permesso il paragone, ante litteram. Mio nonno però  era un grande play boy, si innamorava spesso nonostante avesse per la moglie un rispetto e una stima totale, ma era fatto cosi le belle donne lo attiravano e mia nonna se ne doleva e si gettava a capofitto sul tavolo di gioco dove perdeva delle somme enormi per quel tempo.E’innegabile che per Palermo  quelli furono tempi d’oro.</p>
<p><strong>D-Come si svolgevano le vostre giornate  da piccoli nella tenuta di Roccalvecce in villeggiatura?</strong></p>
<p>R-Costanza a questa domanda ha un sussulto e si commuove. Ci ringrazia per esserci soffermati sulla sua giovinezza. Sono  i momenti più belli quelli vissuti in villeggiatura a Roccalvecce , vicino Viterbo insieme alla madre Giulia e il Padre. Abbiamo vissuto la nostra infanzia spensieratamente-dice Costanza- , giocavamo tutta la giornata con qualsiasi cosa ci capitasse a tiro.La nostra fantasia da bambini non aveva limiti, ci accontentavamo di tutto pur di stare insieme all’aria aperta. Mia madre riceveva delle visite, giocavamo con i cugini del ramo Borghese con i quali siamo imparentati, ma ricordo che eravamo felici e spensierati come se il mondo circostante non esistesse. Ricordo mia madre che ci seguiva interminabilmente con la coda dell’occhio e ad un suo accenno eravamo tutti li accanto a Lei.</p>
<p>Sapeva essere dolce ma nello stesso tempo dura e pragmatica. Abbiamo passato una infanzia e una giovinezza felice. Roccalvecce sarà da me ricordata per la felicità che ancora oggi ci ritorna in mente nei momenti tristi. Vi devo ringraziare per avermi fatto questa domanda.</p>
<p><strong>D-E’ vero che suo zio Vincenzo molto più piccolo di Ignazio si disimpegnò nella gestione dei beni di famiglia lasciando mano libera al fratello? Si dice che la sua genialità negli affari oltre alla ricchezza di idee avrebbe potuto salvare la famiglia?</strong></p>
<p>R-Non è vero ci dice Costanza i due fratelli avevano compiti distinti , mai ci fu competizione. Mio zio Vincenzo aveva genialità e grande ricchezza di idee nell’organizzazione delle manifestazioni sportive e non. Da lui ho cercato di apprendere questa sua varietà di idee e fermezza nelle decisioni.</p>
<p>Vollela Siciliaal centro di tutto, organizzòla PrimaveraSicilianache inglobava una serie di manifestazioni , gare , sfilate , ma fu soprattutto il fondatore della mitica Targa Florio, Lui aveva la passione delle auto da corsa e rimase estasiato dalla Mille Miglia. Da quel momento il suo pensiero fu quello di portare le corse sulle Madonie i suoi sforzi furono finalizzati al raggiungimento della perfezione nell’organizzazione degli eventi. Da lui ho tratto questo “humus “che è quello di portarela Sicilianel mondo promuovendo con l’Associazione alla quale appartengo, manifestazioni che la possano far crescere come lo zio Vincenzo sognava. Ignazio e Franca finchè furono in vita collaborarono con lo zio Vincenzo per la promozione dell’immagine Siciliana nel mondo. Difatti in occasione delle Targhe Florio, vennero giornalisti da tutto il mondo per ammirare le gesta di cui erano stati capaci questi imprenditori Siciliani. La gara in seguito ottenne la validità per il Campionato Mondiale Marche fino al 1973, poi si spense nell’oblio dei ricordi.</p>
<p><strong>D-Ci racconti quando sua madre Giulia  salvò la vita allo zio Vincenzo e a sua zia Lucie Henry sottraendoli al massacro delle fosse Ardeatine?</strong></p>
<p>R-Mia madre in quella occasione grazie al suo contatto con Kappler spiegò al Comandante delle SS in Via Tasso a Roma che lo zio Vincenzo e la zia Lucie avevano venduto i loro gioielli di famiglia non per traffici illeciti come in un primo tempo i tedeschi avevano pensato,ma per recimolare qualche denaro, considerati i tempi dell’occupazione tedesca a Roma molto duri. Quella volta Giulia riuscì con molta calma e molta spigliatezza oltre che con molto coraggio, a dimostrare a Kappler che lo zio Vincenzo ela ZiaLucie non avevano venduto i gioielli per lucro, ma solo per bisogno immediato. I Tedeschi furono di parola. Quell’intervento di mia madre sottrasse lo zio Vincenzo e zia Lucie, alla mattanza compiuta dai tedeschi verso gli Italiani alle fosse ardeatine.Un colpo di fortuna.</p>
<p><strong>D-E’vero che i Tedeschi durante la ritirata volevano far saltare in aria la villa di Migliarino Pisano di sua zia Igiea e suo zio Averardo Salviati  perchè si trovava sulla linea gotica?</strong></p>
<p>R-Per quello che mi risulta dice Costanza non sono a conoscenza di questo episodio, probabilmente è vero , ma sicuramente qualora ci fosse stato sentore di ciò i Salviati ma soprattutto mia zia Igiea battagliera come non mai avrebbero fatto i loro passi presso le autorità tedesche.</p>
<p>Quello che mi risulta dagli incontri con mia madre  e che mia zia Igiea in quel periodo diede ospitalità a tanti ebrei e fuoriusciti che durante la guerra avevano perso i punti di riferimento, li aiutò e li rifocillò fino alla fine del conflitto , addirittura nacquero dei bambini in villa e alla fine di essa furono aiutati da mia zia Igiea tutto questo nel più assoluto silenzio dei mass media che strombazzano anche le cose più futili riguardanti la grande guerra ai quattro venti</p>
<p><strong>D-Gli anni del secondo conflitto mondiale passati stabilmente da Ignazio e Franca all’Hotel Savoia a Roma,come furono considerate le vicissitudini finanziarie(1929/1935)della Grande Famiglia Siciliana da quello che le raccontò sua madre?.</strong></p>
<p>R-Gli anni passati a Roma dai miei nonni come appresi dai resoconti di mia madre, furono tristi sia per il contesto nel quale si viveva, oltre che per la precarietà  causata dalla guerra.</p>
<p>Inoltre già le imprese di mio nonno avevano subito un brusco ridimensionamento, a cominciare dall’industria navale fino alla chiusura delle zolfare e delle tonnare. Mio nonno aveva come suo costume, pagato fino all’ultimo centesimo, tutti i debiti che si accavallarono in quel tempo. La villa dell’Olivuzza era già stata venduta da qualche tempo e nonostante gli sforzi per uscire fuori dalla crisi, fu tutto vano. Ogni qualvolta i miei nonni andavano a Palermo alloggiavano a Villa Igea, Nonna Franca per rinverdire i bei tempi andati;,non perdeva l’occasione per organizzare incontri, Feste  e riunioni con gli amici rimasti, ma era il crepuscolo. Vennero a Villa Igea a far visita alla nonna i Reali Inglesi e qualche testa coronata, oltre che scrittori , romanzieri, tenori e artisti. Ormai però nonostante ciò eravamo alla fine di tutto .Gli affari  per mio nonno andavano proprio male .I Rubattino avevano lasciatola Compagniadi Navigazione per cui si dovette ridimensionare tutto.</p>
<p><strong>D-Con sua zia Igiea , le sue figlie , mi riferisco a Donna Arabella Salviati, Floriana, Forese avete avuto modo di incontrarvi e ricordare le vicende della Vostra Famiglia?Inoltre vorrei sapere se in quel periodo trapelò qualcosa riguardante la tragica vicenda di Raimondo Lanza  brillante personaggio della “Higth Society”Palermitana e pupillo di suo zio Vincenzo ? </strong></p>
<p>R<strong>- </strong>Con i miei cugini non abbiamo avuto possibilità di incontrarci; con Arabella Salviati ci siamo visti qualche volta , ma data la sua età avanzata non ci siamo incontrate di recente Arabella Salviati sposata con un Lanza di Scalea adesso vive per conto proprio. Con gli altri cugini ci siamo incontrati poche volte. Di Raimondo Lanza ricordo che mia madre me ne parlò, io allora ero troppo piccola, per cui ai bambini si faceva sapere lo stretto necessario. Poi da grandi abbiamo conosciuto la tragica vicenda che lo vide suicida in un grande Hotel di Roma. Raimondo a detta di mia madre Giulia, era un uomo affascinante e di grande classe. Seguiva Harrol  Flinn quando veniva a Roma a girare i suoi film , per questo modellò i suoi baffetti alla Harrol Flinn.Era addentrato in tutti salotti bene della Roma capitolina, aveva una grande passione per le corse d’auto, e la bella vita. Mio zio Vincenzo trovò in Lui il continuatore della sua mania per le corse che poi trasmise un po a tutti. Fu Presidente del Palermo Calcio. Ebbe tante donne e fu molto legato all’attrice Americana Barbara Hutton, fiamma dell’allora aitante e poi Presidente della Fiat Gianni Agnelli dopo l’era Valletta. Aveva tutto quello che si poteva sognare per quel tempo. Ma una profonda tristezza, e una scontentezza continua lo divorava giorno per giorno. Mia madre mi disse che la morte del BaroneLa Motta suo grande amico dovuta ad un incidente in un Giro di Sicilia, lo segnò non poco. Sicuramente i problemi erano ben altri per arrivare ad un gesto simile.</p>
<p><strong>D-Gli ultimi anni della sua illustre  madre Giulia dove li ha vissuti e che insegnamento ne ha tratto?</strong></p>
<p>R- Gli ultimi dieci anni di mia madre penso siano stati i più penosi in quanto non era più lei. Dopo la morte di mia zia Igea che io non conobbi appieno(sono del 1950)aveva perso quella vitalità che la contraddistingueva. Rimase su una sedia a rotelle e faceva tutto da quella sedia. Cucinava quando il personale era a riposo, usciva, sbrigava le piccole faccende, incontrava tante persone che la volevano bene ma non camminò più per suo esclusivo volere. Lei ormai vecchia e stanca ebbe quasi  un rifiuto a continuare a vivere, quasi una similitudine con mia nonna Franca che dopo la frattura del piede a Migliarino Pisano dovuta ad una banale caduta,si rifiutò di riprendere a camminare.</p>
<p>L’insegnamento che ho tratto da Lei è quello di una grande umanità e un grande affetto che non ci ha mai lesinato a noi figli. La forza che ci ha trasmesso ci ha dato la possibilità di andare avanti nel miglior modo possibile. Non bisogna dimenticare che Lei come ultima figlia visse la fase discendente della famiglia Florio.Poi conobbe mio padre e si sposò..Noi siamo imparentati con i Borghese e con una famiglia dell’alta Aristocrazia capitolina, ma questo non è mai stato un biglietto da visita. La sua morte avvenuta nel 1989 la colse vecchia e stanca , ormai paralitica, ma sempre bella e dolce nei suoi lineamenti. Il suo ricordo è indelebile.</p>
<p><strong>D-Chi è oggi Costanza Afan de Rivera Costaguti Florio ,quali sono i rapporti con il ramo più giovane della famiglia Florio, il ramo Trabia e le altre famiglie aristocratiche di Palermo,quali i progetti per il suo prossimo futuro?   </strong></p>
<p>R-Oggi Costanza è una donna calata in pieno nella realtà contestuale. Nessun volo pindarico, ma tanta concretezza. La belle Epoque è passata da tempo e non la rimpiango, ho il dovere e il rispetto di ricordarla.Sono una donna che opera nell’ambito della politica (Destra) e cerca di dare il suo piccolo contributo d’idee sin dall’età di quattordici anni. In gioventù  ho partecipato al sessantotto, poi mi sono dedicata alla politica. Inoltre qui a Palermo con il Barone Giaconia abbiamo fondato l’Associazione culturale denominata “La Sicilia dei Florio”  abbiamo intrapreso una serie di contatti con operatori economici, turistici, alberghieri per promuovere l’immagine di questa meravigliosa terra; un pò il compendio di quello che voleva fare mio nonno Ignazio e mio zio Vincenzo con la grande regia di mia nonna Franca. Inoltre l’anima dell’associazione sono le corse storiche su strada in particolare ci stiamo occupando della 1000 kilometri di Sicilia Storica che durerà quarantotto ore e che vedrà la partecipazione di tantissimi equipaggi provenienti anche dall’estero. In pratica una rievocazione del Giro di Sicilia.</p>
<p>Ci prefiggiamo di promuovere una nuova immagine della Sicilia, lontana dagli stereotipi finora conosciuti, attraverso manifestazioni e promozioni di prodotti e modelli  esclusivamente Siciliani. La promozione del vino Doc, i percorsi naturali ancora incontaminati, il Barocco,il mare fanno si che questa terra si possa sollevare dal suo torpore atavico. A questo proposito penso che debbano essere gli stessi Siciliani ad uscire dal tunnel e non aspettare la manna dal cielo. Inoltre da mio zio Vincenzo ho avuto instillata la mania per le corse. Difatti con la Provincia Regionaledi Palermo e con il suo Presidente Avanti ci siamo prefissi di rivalutare  e rimodellare tutte le tribune di Cerda e gli spazi antistanti. Il mio sogno sarebbe far rivivere la primavera Siciliana con grandi marche d’auto come la Ferrari,La Maserati, Le Mercedes e tanti operatori commerciali che propongono prodotti doc Siciliani dalla culinaria ,alla moda. Ci stiamo muovendo e quando lo faccio penso sempre a mia madre Giulia e a Zio Vincenzo, guardo sempre avanti sono determinata.</p>
<p><strong>D-Suo zio Vincenzo più che un capitano d’industria fu animatore e promotore della Primavera Siciliana ,organizzando la mitica Targa Florio, il Giro di Sicilia e tante altre manifestazioni che resero Palermo al centro del mondo in campo mondano e motoristico.Il 1906 e gli anni a venire dal dopoguerra segnarono l’ingresso sulla scena di questo personaggio mitico.Cosa ricorda di suo zio Vincenzo sempre attraverso i racconti di sua madre Giulia e di tutte quelle persone che gli sono state vicine e hanno avuto modo di apprezzarlo?.  </strong></p>
<p>R-Mio zio Vincenzo non era per niente interessato alle industrie di famiglia e a tutte quelle attività inerenti suo fratello Ignazio, Lui era un personaggio che amava vivere bene , amava le donne non gli interessava nulla degli affari di famiglia,aveva la passione per le corse e l’organizzazione di esse attraverso la Primavera Siciliana. Vincenzo ha rappresentato a Palermo la seconda fase dei Florio la promozione del marchio Sicilia attraverso La Targa,dopo il fallimento delle Imprese attinenti la navigazione, i Cantieri Navali,le tonnare , le industrie zolfifere del fratello Ignazio e l’acquisizione finale  da parte dell’IRI di tutto il patrimonio o di quel poco che rimase. Ci riuscì in pieno .Oggi la Targa Florio anche se valida per il Campionato rally ha  avuto una sua valenza mondiale. Tutti la ricordano in ogni parte del mondo.</p>
<p>Zio Vincenzo era una persona dolcissima ebbe le sue vicissitudini familiari perdendo la prima moglie Annina Alliata di Montereale per una grave malattia. Soffri molto per la morte di Giovannuzza e  Ignazio detto Baby Boy figli di Ignazio morti prematuramente. In quella occasione fu un  supporto psicologico perla  Nonna Franca che si ritirò a Favignana per un periodo di tempo. Si legò a Lucie Henry conosciuta ad Epernay, fino alla sua morte avvenuta nel 1959. Aveva per noi nipoti delle attenzioni, ci portava sempre dei regalini. Aveva sempre una novità e voleva tanto bene a mia madre. Aveva un houmor inglese fine e lucido , quelle sue battute in dialetto tipico palermitano erano qualcosa di meraviglioso. Ho tanti bei ricordi di zio Vincenzo che abitava  i primi tempi nella villa dell’Arenella e ricordo lo andavamo a trovare e ci riunivamo nella grande sala, dove si metteva qualche tempo prima, mi dicono,  mia nonna Franca finchè fu in vita, allorchè veniva a Palermo per riposarsi e guardare il mare che gli evocava dolci ricordi. Naturalmente queste cose li ho sapute dopo qualche tempo quando mi sono inoltrata verso la maturità. Addirittura  conservo delle lettere d’amore tra mia nonna e mio nonno,un vero epistolario, di una dolcezza ed un amore immenso. Sicuramente non li renderò mai pubbliche. Esse serviranno a sfatare quei turpi pettegolezzi che sono stati avanzati da un biografo attuale della Famiglia Florio, di cui non faccio il nome, che avanzò dei sospetti su mia nonna,a detta del quale ella amoreggiò con l’artista Boldini brutto fisicamente e basso.Ma sinceramente dei biografi della famiglia Florio non voglio parlare.</p>
<p><strong>D-Che ricordo ha di sua zia Lucie amorevole compagna di Vincenzo , di Cecè Paladino di sua moglie Silvana e di sua cugina Arabella Salviati?</strong></p>
<p>R-Di mia zia Lucie compagna di zio Vincenzo , morta negli anni sessanta ho pochissimi ricordi, ero troppo piccola per poter avere un quadro completo, mia madre tra l’altro si trascinava stancamente per cui non aveva quella forza che era la sua prerogativa, cosi come Arabella Salviati con la quale ci siamo visti qualche volta. Cosa che non posso dire di Cecè Paladino al quale volevo bene, morto sfortunatamente di recente e di sua moglie Silvana con la quale ci vediamo spesso ogni qualvolta vengo a Palermo.Tra l’altro venire all’Arenella mi riporta indietro nel tempo e mi evoca tanti ricordi.</p>
<p>Cecè aveva una rassomiglianza incredibile con mio zio Vincenzo , vederlo muoversi fino a poco tempo fa all’Arenella mi faceva sentire a casa, mi faceva rivedere mia madre.</p>
<p><strong>D-Sua madre Giulia  morta nel 1989, ha vissuto un epoca densa di grandi avvenimenti fausti e infausti, ci parli della sua vita e ci racconti qualche aneddoto?    </strong></p>
<p>Gli ultimi dieci anni di vita di mia madre come ho detto sopra sono stati tribolati,essa ha vissuto a cavallo tra due grandi ere. Nata quasi a ridosso del primo conflitto mondiale si è trovata subito nella fase discendente della Famiglia dovuta alla crisi economica di cui tanto è stato scritto, inoltre la  prematura morte del fratellino Ignazio detto Baby Boy e della sorella Giovannuzza, ha proiettato questa donna in una realtà ben diversa rispetto agli altri anche se mia Nonna non ha mai fatto particolarità. Giulia Florio era cocciuta , testarda ma sapeva quello che faceva. Studiò per conto suo a Roma e fu qui che conobbe mio padre. Mia nonna e mio nonno non erano più quelli di una volta, almeno economicamente,il tracollo era già cominciato da tempo, ma mia madre non se ne fece un cruccio, si sposò, e al corredo e alle tante altre cose che in un matrimonio per una figlia femmina sono importanti, pensò la famiglia dello sposo.Si è legata nella maturità molto alla sorella Igea morta nel 1974 , l’unico anello della famiglia rimasto,alla sua morte ne soffri moltissimo, da li in poi si lasciò andare. Mi ha lasciato un grande messaggio in positivo:” ricordare fa sempre bene in quanto un raccordo con il passato è necessario”. Ma è importante non intristirsi ricordando, bisogna trarre dai ricordi l’humus per continuare ad andare avanti e fare sempre cose belle.</p>
<p>Gli chiediamo se per le Tribune di Cerda acquistate di recente dalla Provincia Regionale di Palermo ci sia qualche spiraglio di inizio lavori in modo da programmare qualche manifestazione e adibirle a museo della Targa.</p>
<p>Pare ci dice Costanza  che qualcosa si stia muovendo, sembra che la pratica si  sblocchi da un momento all’altro. Il Presidente Avanti sollecitato da Noi e da tutti quei tifosi che ancora sono tanti qui a Palermo e in tutto il mondo,ci sta mettendo del suo .Anche da questo parte la nuova fase di rinascita della Sicilia dei  Florio.La ringraziamo per la bella giornata che ci ha concesso e per un attimo siamo ritornati indietro nel tempo lontani dai clamori di questa vita.</p>
<p>Raffaello Brullo</p>
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		<title>Totò Riolo si aggiudica per la quarta volta l&#8217;edizione storica della celebre Corsa Madonita</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Nov 2013 21:32:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il pilota di Cerda ha portato a quattro le sue vittorie nella versione storica della corsa madonita. Il lombardo navigato Riccardo Imerito è Campione Italiano Rally Autostoriche. Un Podio tutto Porsche completato da un mai domo Davide Negri e da Marco Savioli. Successo di “Gordon” nel 3° Raggruppamento e di Sandro Filippone nel 1°, entrambi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.latargaflorio.it/?attachment_id=794" rel="attachment wp-att-794"><img class="alignleft size-medium wp-image-794" title="aaa-manifesto-targa-storica-big" src="http://www.latargaflorio.it/public/wp-content/uploads/2013/10/aaa-manifesto-targa-storica-big-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><strong>Il pilota di Cerda ha portato a quattro le sue vittorie nella versione storica della corsa madonita. Il lombardo navigato Riccardo Imerito è Campione Italiano Rally Autostoriche. Un Podio tutto Porsche completato da un mai domo Davide Negri e da Marco Savioli. Successo di “Gordon” nel 3° Raggruppamento e di Sandro Filippone nel 1°, entrambi su Porsche. Gara selettiva in una giornata di sole con tanto pubblico.</strong></p>
<p>Totò Riolo e Maurizio Marin sulla Porsche 911 di 2° Raggruppamento del Team Balletti, hanno vinto la Targa Florio Historic Rally, decima e conclusiva prova del Campionato Italiano Rally Autostoriche organizzata dall’Automobile Club Palermo. Per il pilota di Cerda si tratta della quarta affermazione nella versione storica della Targa Florio. L’equipaggio vincitore alfiere del Gruppo Trinacria Corse, ha preso immediatamente il comando della gara vincendo otto delle nove prove speciali in programma e si è aggiudicato Trofeo Vincenzo Mirto Randazzo per il miglior tempo ottenuto sulla prova “Targa” ed il Memorial “Vizzini”.<br />
Matteo Musti è Campione Italiano Rally Autostoriche, al driver lombardo di Voghera della Scuderia Oltrepò navigato da Riccardo Imerito sulla Porsche 911 by Balletti, è bastato il quinto posto assoluto ed il secondo nel 3° Raggruppamento per conquistare il titolo Tricolore, nonostante i problemi al motore che hanno causato all’equipaggio più di un brivido durante la gara.<br />
Seconda posizione nella classifica assoluta e nel 2° Raggruppamento per i piemontesi di Biella portacolori Happy Racer e vincitori della PS 5 Davide Negri e Marco Zegna, anche loro su Porsche 911 ma curata dal Team Guagliardo, con cui hanno tentato in ogni modo l’assalto al titolo, nella consapevolezza dell’impresa assai ardua. Terza piazza per i palermitani della Scuderia Targa Florio Marco Savioli e Alessandro Failla, che hanno usato con efficacia la loro lunga esperienza sulle insidiose strade delle Madonie a bordo della Porsche 911 del Team Guagliardo, con cui hanno assalito la posizione da podio nel quarto crono.<br />
Sotto al podio con il successo di 3° raggruppamento in mano hanno concluso la gara di casa il palermitano “Gordon” ed il cefaludese Salvatore Cicero, anche loro su una 911 di Stoccarda, preferendo la vittoria di categoria al duello per il podio.<br />
Vittoria in 1° Raggruppamento e undicesima piazza assoluta per i palermitani della Scuderia Ateneo Sandro Filippone e Sergio Raccuia con la Porsche 911 S curata dallo stesso abile driver, che dopo aver evitato rischi sull’umido dei primi Km ha successivamente attaccato.</p>
<p><em>-“Vincere sulle strade della Targa è sempre un’emozione straordinaria, abbiamo vissuto nuovamente momenti eccezionali –</em> ha dichiarato Riolo – <em>abbiamo provato questa eccezionale vettura appena rivisitata dal team Balletti, con cui il feeling è stato immediato. Ci godiamo questa vittoria con il pensiero rivolto al prossimo week end quando con la squadra saremo al Monza Rally Show con l’Audi Quattro”-.</em></p>
<p><strong>Classifica dei primi 10 equipaggi:</strong> Riolo – Marin (Porsche 911 2° Ragg); 2. Negri – Zegna (Porsche 911 2° Ragg) a 1’34”1; 3. Savioli – Failla (Porsche 911 2° Ragg) a 1’45”3; 4. “Gordon” – Cicero (Porsche 911 3° Ragg) a 2’24”8; 5. Musti – Imerito (Porsche 911 3° Ragg) a 2’44”7; 6. Vara – Rappa (Porsche 911 3° Ragg) a 2’47”6; 7. Avitabile – Gambino (BMW 320 3° Ragg) a 4’12”0; 8. Mantovani – Annoni (Porsche 911 3° Ragg) a 4’16”9; 9. Vazzana – Genovese (Opel Ascna 400 3° Ragg) a 4’40”4; 10. Palmisano – “Sagj” (BMW 2002 TI 3° Ragg) a 4’51”7.</p>
<p>fonte Articolo di Rosario Giordano da SiciliaRally.com</p>
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